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Foto di Alessandro Vecchi - 2012La chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo sorge in località Castello, poco distante dal "Castel Domino".
Si apprende, da documentazioni, che il vescovo Bascapè attribuisse fino al 1347 la sede pievana a Varallo Pombia, mentre nelle Consignationes (1347) si attesta che Pombia assume la dignità pievana proprio in quello stesso anno.

La chiesa conserva sia all'interno che all'esterno la tipica struttura romanica, anche se l'interno è stato ricoperto da forme barocche. Si presenta a tre navate, con la sola abside centrale, le due laterali sono state demolite nel settecento.
Frammenti di affreschi di un grande Giudizio Universale sono visibili in controfacciata d'ingresso, presso l'organo, riferibili ad età romana; sul primo pilastro a sinistra e, risalente al quattrocento, è la Madonna del Latte con Bambino.
La facciata è a capanna, decorata da archetti pensili, è in parte nascosta da un nartece che si alza su due piani, a pianta quadrata e che poggia, nell'angolo anteriore destro, su di un cippo di epoca romana.
Al piano inferiore del nartece, nella parete destra, c'è un piccolo sacello ricavato in una nicchia sormontata da una lunetta con lacerti di affreschi, coperta da volta a crociera cupoliforme. All'interno del loculo, una volta chiuso da una pietra, si leggono tre tipiche croci longobarde delicatamente dipinte di bianco su sfondo rosso.
Di grande interesse il vano superiore del nartece che presenta una cappella con absidiola aggettante sul lato sud, ove, nella parte inferiore è affrescato un velario con motivi da riferirsi all'oltre tomba: il gallo simbolo della vigilanza, il pavone dell'immortalità dell'anima e il cane tricefalo, demone infernale, che si muovono fra palmette e ciuffi d'erba simbolo della speranza nella vita eterna. Tutto questo, secondo gli studiosi, fa pensare a una cappella espiatoria, ove venivano svolte funzioni in onore del defunto. Ma quale defunto? Si pensa potrebbe trattarsi di Litulfo, figlio di Ottone il Grande, le fonti lo dicono morto proprio a Pombia nel 957.

Bibliografia:
http://www.turismonovara.it/it/artestoriascheda?id=13







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